Lunedì 4 aprile ha avuto luogo presso la Sala Consiliare del Municipio di Mantova la conferenza stampa per la presentazione del XVI Congresso Mondiale degli Amici dei Musei, un evento di grande rilievo internazionale che sarà ospitato dal 17 al 21 maggio 2017 nelle città di MantovaVerona. La nostra Associazione, insieme agli Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, ha avuto l’onore dell’organizzazione per conto della federazione nazionale FIDAM , e la proposta è stata accolta con vivo apprezzamento da Ekkehard Nümann, presidente della Federazione Mondiale degli Amici dei musei (WFFM) che raccoglie l’adesione di circa 50 tra Federazioni Nazionali e Associazioni provenienti da paesi di tutti i continenti.

(guarda qui il servizio del telegiornale)

 

Il Congresso attirerà a Mantova e a Verona l’attenzione di personalità culturali e manageriali che sostengono e supportano strutture museali di tutto il mondo e vedrà la partecipazione di esperti e di delegazioni internazionali di Amici dei Musei, creando un momento di importante confronto di diverse professionalità, culture e nazionalità da tutti i continenti. L’evento vedrà la cooperazione tra pubblico e privato non solo nei temi sviluppati ma anche nella scelta dei luoghi di incontro. Sarà inoltre data particolare attenzione ai Giovani Amici dei Musei con un programma a loro dedicato: giovani amici dei musei provenienti da tutto il mondo potranno partecipare ai lavori grazie al sostegno delle borse di studio “Luigi Bossi Scholarships”, e saranno accolti dal Gruppo Giovani degli Amici dei Musei di Verona. Il programma per gli under 35, il primo ufficiale in occasione un congresso triennale della WFFM,  si dividerà tra i workshop del congresso e alcune attività riservate, nel corso delle quali daranno vita ad un documento programmatico – la Carta di Verona – finalizzato a fondare una nuova federazione giovanile mondiale. Verrà inoltre presentata ufficialmente la neonata Associazione Giovani Amici dei Musei d’Italia (GAMI). Il Congresso ha ricevuto il Patrocinio del Comune di Verona, del Comune di Mantova e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Per ulteriori informazioni e conoscere l’intero programma del congresso visitate il sito www.wffm2017.eu, attraverso il quale è possibile anche effettuare l’iscrizione, che per i nostri iscritti prevede una tariffa preferenziale.

Martedì 7 marzo 2017, alle ore 17.00, presso la Sala Galtarossa del Museo degli Affreschi saranno presentati gli atti del convegno Matilde nel Veneto, a cura di Paolo Golinelli, organizzato nell’autunno 2015 dalla Direzione Musei d’Arte e Monumenti e dall’Università degli Studi di Verona in occasione del IX Centenario della morte di Matilde di Canossa.

Interverranno Margherita Bolla, Direttrice dei Civici musei d’Arte di Verona, Giampaolo Romagnani, Direttore del Dipartimento Culture e Civiltà dell’Università degli Studi di Verona, e i professori Antonio CiaralliGiancarlo VolpatoTiziana Franco.

È trascorso ormai più di un anno da quando è iniziata l’avventura di Paola Marini sulle rive del Canal Grande.

Un’avventura nata dalla sfida lanciata dal Ministero dei Beni Culturali che ha sviluppato e concretizzato un programma di adeguamento strutturale ed organizzativo per venti dei più importanti e prestigiosi musei e realtà culturali statali italiani.
Un programma a dir poco rivoluzionario che ha modificato lo stesso concetto filosofico di museo statale, finora ancorato a ferrei principi di tutela e conservazione delle opere d’arte, adeguandosi alle esigenze che anche un moderno turismo culturale di buon livello richiede.

Paola Marini, la nostra storica direttrice delle Civiche Raccolte d’Arte di Verona, è stata chiamata a dirigere, in un quadro normativo del tutto nuovo, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il museo statale italiano che viene universalmente identificato come il massimo centro mondiale per ammirare e studiare la pittura del ‘500 veneziano; e non solo quella.

Comodamente seduti in una piccola saletta delle Gallerie, Paola mi confida l’impressione del suo primo impatto nella nuova prestigiosa direzione.

Profondamente rinnovate da importanti lavori di restauro durante l’ultimo quindicennio, e non ancora del tutto completati, le Gallerie dell’Accademia colpiscono per la grandiosità degli spazi espositivi, con ampi saloni e fughe di luminose gallerie.
Al confronto il nostro caro Museo di Castelvecchio appare come una struttura bellissima, ma a carattere più intimistico, quasi famigliare.

Nelle Gallerie dell’Accademia il respiro è decisamente internazionale: vuoi per la tipologia dei visitatori, assolutamente cosmopolita; vuoi per il continuo colloquio che i direttori, di oggi e di ieri, hanno sempre intrattenuto con i colleghi dei musei di tutto il mondo per organizzare manifestazioni in comune, scambi di opere, approfondimenti culturali e comunque sviluppare quei rapporti di operosa amicizia che solo l’amore per l’alta cultura può realizzare.

Tra i grandi musei italiani le Gallerie dell’Accademia presentano la caratteristica di essere una raccolta quasi monografica. Infatti il museo non nasce come raccolta dei lasciti di grandi famiglie, e di conseguenza di opere che spaziano nel tempo.
La collezione si presenta come una galleria di risulta sia delle spogliazioni napoleoniche, sia delle soppressioni sempre operate da Napoleone, ma anche dall’Italia.

Il risultato è una concentrazione di meravigliosi capolavori della pittura veneziana dal XIV al XVIII secolo, con particolare spazio per il Quattrocento e il Cinquecento.
Quel magico periodo in cui Bellini, Tiziano, Tintoretto, Giorgione, Veronese suscitano con il trionfo del colore, della luce, della naturalezza e del ritratto un vero piacere visivo ed intellettuale.

Qui a Venezia la bellezza e la gioiosità delle tele cinquecentesche ammaliano con i loro splendidi colori luminosi i visitatori di tutto il mondo.

Canaletto, Canal Grande da Santa Maria della Carità (oggi sede delle Gallerie dell’Accademia)

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Seconda e ultima puntata del viaggio del nostro socio Giuseppe Perotti alla scoperta delle pievi romaniche lungo la via Francigena.

La prima parte dell’articolo è disponibile qui.

Riprendo l’auto e risalgo la stretta, ma molto panoramica val Baganza e raggiungo all’incrocio con la statale della Cisa la località di Berceto.

Berceto è un borgo antichissimo, fondato dal re longobardo Liutprando in seguito ad un miracolo accaduto nel 718 d.C. a San Moderanno, un vescovo pellegrino che si fermò in quel luogo mentre raggiungeva dalla sua nativa Francia la capitale della Cristianità.
Nei secoli successivi, data l’importanza strategica del luogo, passaggio obbligato tra Pianura Padana e costa Tirrenica, Berceto fu sede di molti scontri militari e devastazioni, passando sotto la protezione e la giurisdizione dei vari potentati del tempo.
Il Duomo, ovviamente dedicato a san Moderanno, è stato progettato e costruito nel XII secolo, anche se molte delle strutture che ammiriamo oggi sono state in parte aggiunte nei secoli successivi, mantenendo però un’armonia formale convincente. È certo che il bellissimo portale principale e quello laterale sul fianco sinistro sono gli originali del XII secolo.

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