Conferenze di Castelvecchio

Ricordiamo che martedì 16 gennaio, alle 17.30, si terrà il quarto incontro delle Conferenze di Castelvecchio.

Il professor Bernard Aikema, ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Verona, terrà una lezione intitolata “Albrecht Dürer e il Rinascimento italiano” nel corso della quale verrà presentata la mostra, da lui curata, Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia, che aprirà a Milano a Palazzo Reale il 21 febbraio prossimo.

L’incontro avrà luogo nella Sala Conferenze del Palazzo della Gran Guardia (qui il programma completo), e sarà accessibile gratuitamente sino ad esaurimento dei posti.

Ricordiamo che martedì 12 dicembre, alle 17.30, si terrà il terzo incontro delle Conferenze di Castelvecchio.

La dottoressa Giovanna Patrizia Tabone, archeologa e funzionaria del del Ministero dei Beni e delle
Attività culturali e del Turismo che si è occupata del “Grande Progetto Pompei”, terrà una lezione intitolata “Restauri a Pompei: la Casa del Criptoportico e la Fullonica di Stephanus a un secolo dalla scoperta”.

L’incontro avrà luogo nella Sala Conferenze del Palazzo della Gran Guardia (qui il programma completo), e sarà accessibile gratuitamente sino ad esaurimento dei posti.

Ricordiamo che martedì 28 novembre, alle 17.30, si terrà il secondo incontro delle Conferenze di Castelvecchio.

La professoressa Marta Nezzo dell’Università di Padova, studiosa di arti extraeuropee, terrà una lezione intitolata “L’altra bellezza: arte africana antica”.

L’incontro avrà luogo nella Sala Conferenze del Palazzo della Gran Guardia (qui il programma completo), e sarà accessibile gratuitamente sino ad esaurimento dei posti.

Quando un personaggio illustre lascia questa Terra, i principali quotidiani pubblicano prontamente un articolo elogiativo sul defunto; elogio già predisposto e sempre diligentemente aggiornato dai giovani di redazione , che nel gergo tipografico va sotto il nome un po’ ironico di “coccodrillo”.

Ma a trent’anni dalla scomparsa quale ricordo rimane del personaggio?

Ebbene, assistendo il 17 ottobre alla commemorazione di un grande che ha operato per molti anni in Verona nel campo museale e scomparso nel 1987, la commozione di chi lo ha conosciuto personalmente, e l’interesse culturale di chi, come il sottoscritto, non ha avuto questo privilegio, hanno prevalso su ogni altra espressione dell’animo.

Paola Marini ricordando la luminosa figura di Licisco Magagnato, suo predecessore alla Direzione dei Musei civici veronesi, ma “Uomo dell’Arte” a tutto tondo, ha fatto rivivere con grande efficacia le grandi doti dello studioso.

Un uomo che pur facendo leva su un carattere mite e pacato riuscì fra l’altro a realizzare in Verona, e non solo, una epocale trasformazione ed uno svecchiamento di tutto ciò che ruotava attorno alle arti figurative ed alla loro fruizione museale.

Trasformò infatti datate strutture, come il Museo di Castelvecchio, da contenitore di opere d’arte ad una vera opera d’arte architettonica a se stante, grazie anche al sodalizio culturale e scientifico contratto con il grande architetto Carlo Scarpa e con i collaboratori della sua Scuola.

Per capire l’uomo di “alta cultura” Licisco Magagnato la relatrice ha dapprima ricordato la figura politica di Magagnato.

Iscritto al partito Repubblicano, un piccolo, ma importante partito laico di grande impatto morale ed intellettuale scomparso da molti anni, auspicò con altri iscritti, ma con scarso successo, la possibilità di un connubio tra socialismo e liberalismo.

Fornito quindi di una solida base di rettitudine e di serietà morale, iniziò la sua professione indirizzata alla gestione e alla direzione museale, concependola come una realtà che doveva soddisfare a tre capisaldi :

  • il ruolo ed il valore sociale del museo.
  • il rigore del mestiere e la sua artigianalità, conciliando la gestione e la valorizzazione del museo con l’attività di ricerca.
  • controllo critico e ironia, riscattando le difficoltà con lievità.

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