Avendo il non comune privilegio di abitare nella bella Verona da quasi mezzo secolo, e di riuscire ancor oggi a viverla non solo da cittadino ormai omologato, ma ancora un po’ da turista, tante sono le cose belle da scoprire e riscoprire, rimango abbastanza deluso quando la città viene evocata dai media quasi esclusivamente per quel falso architettonico che è il balcone di Giulietta, o per tutte le storielle kitsch sulla città dell’amore etc. etc.
La bellezza di Verona è sicuramente ben più profonda e articolata.
Incantevoli chiese medievali, stupendi palazzi rinascimentali e barocchi inseriti in un mirabile equilibrio architettonico, non sono solamente oggetto di visite didattico-culturali, ma fanno da palcoscenico e da supporto ad iniziative artistiche di prestigioso livello, che vivacizzano e rendono veramente sublime la conoscenza dinamica di questa città speciale.

La Mostra che fra poco tempo aprirà i battenti alla Gran Guardia sul grande Paolo Caliari detto il Veronese, il massimo pittore che a Verona ebbe i natali, si inserisce a pieno titolo nella valorizzazione sinergica di un monumento famoso, la Gran Guardia appunto, ma direi tutta la Bra nella sua unicità di bellezza straordinaria ed equilibrio architettonico, e di grandi quadri e disegni di un famoso Artista.

Paolo Caliari detto "il Veronese", Allegoria dell'Amore, IV: L'Unione felice. c. 1575, olio su tela, 186 x 186 cm. National Gallery, London

Paolo Veronese, Allegoria dell’Amore IV: L’Unione felice. Londra, National Gallery

 

A questo proposito, una anticipazione sulla complessa opera di studio, ricerca e preparazione che i Musei civici di Verona, coadiuvati dall’Università di Verona, dal Ministero dei beni culturali e da altre Istituzioni, stanno sviluppando da tempo per onorare la nostra città, ci è stata offerta dalla direttrice stessa dei Musei civici Paola Marini, in occasione dell’assemblea straordinaria che la nostra Associazione ha celebrato lo scorso 15 novembre.

Oggi molte Mostre, prestigiose e di successo, vengono organizzate da Società di servizi che gestiscono il tutto con competenza e spirito manageriale.

Attraverso prestiti esclusivi e accurate campagne pubblicitarie riescono molto spesso a riportare ottimi successi di botteghino ed echi internazionali.

Ma una Mostra organizzata da un Museo, anche se con una gestazione più sofferta e travagliata, e con problemi di budget sempre affioranti, ha una chance in più: la solidità della base scientifica che sottende ogni fase della sua realizzazione.

Paola Marini cinque anni or sono andò in ritiro per quattro mesi ad approfondire le conoscenze sulla figura e le opere di Paolo Veronese ai Tatti, la villa fiesolana dimora italiana per molti anni di Bernard Berenson, oggi di proprietà dell’Università di Harvard, sede fra l’altro di una biblioteca e di una fototeca specializzate in storia dell’arte tra le più ricche e complete al mondo.
Solo così la studiosa direttrice di Castelvecchio, in un ambiente bellissimo e ideale, lontano dagli obblighi della quotidianità, ha potuto approfondire e perfezionare le proprie conoscenze sul grande pittore veronese.

La maggiore competenza specifica acquisita le ha dato la possibilità, in fase di organizzazione della mostra, di chiedere e ottenere in prestito “gratuito” opere fondamentali da musei italiani, europei ed americani, che ordinariamente centellinano o più spesso negano tali tipi di prestito.

Il 2014 sarà l’anno di Paolo Veronese. Tre mesi prima di Verona sarà inaugurata un’altra grande Mostra, sempre su Paolo Veronese, alla National Gallery di Londra.
Alcune opere saranno presentate nelle due Mostre, grazie al virtuoso e fattivo scambio culturale e organizzativo tra i due Musei. Ma molte altre opere, intrasportabili per la fragilità o per le grandi dimensioni, saranno esposte solo in una delle due prestigiose Mostre.
Un’occasione unica per conoscere più da vicino il grande pittore manierista, visitandole entrambe.

L’allestimento scenico veronese sarà opera dello staff interno di Castelvecchio; e gli architetti Alba di Lieto e Nicola Brunelli avranno la possibilità di confermare in una scala più ampia il successo ottenuto con la gradevolissima messa in scena della mostra “Il Settecento a Verona, Tiepolo, Cignaroli,Rotari”.

La Mostra sarà suddivisa in varie sezioni per meglio orientare i visitatori:   

  • La Giovinezza. Durante la quale Paolo Veronese forma la sua personalità pittorica ispirandosi a celebri maestri: Michelangelo, Correggio, Parmigianino.
  • Il rapporto con l’Architettura. Quasi sempre presente nelle opere di Paolo Veronese con sontuose scenografie dalla perfetta prospettiva che arricchiscono le tele, senza esserne le protagoniste dominanti. In villa Maser, (ottima occasione per una visita ai colli asolani), raggiunge un mirabile equilibrio tra la rigorosa e assoluta architettura palladiana ed i suoi preziosi affreschi che la compendiano e l’addolciscono.
  • Committenza pubblica e privata. Paolo Veronese è il pittore delle grandi tele a carattere religioso, ma anche una ricca committenza privata gli permise di ritrarre personaggi illustri e non solo. Ottimamente introdotto nella Repubblica Serenissima, non gli mancò certo la committenza pubblica. Basta ricordare le opere in Palazzo Ducale a Venezia…
  • Miti e allegorie. Motivi cari al pittore saranno ben rappresentati in Mostra.
  • La Religiosità. Una abbondante committenza religiosa gli permise di arricchire numerose chiese, specie veneziane, di capolavori assoluti.
  • La Bottega. I figli faranno col padre una vera e propria ditta artistica, con ripartizioni ben definite nel completamento delle opere. Attività confermata anche in alcuni casi dalla firma cumulativa.

Ultima notizia: dal Louvre arriveranno dieci preziosi disegni. Non va dimenticato che il Veronese era un eccellente disegnatore, e prima di iniziare a dipingere produceva uno o più disegni preparatori. Come curiosità possiamo però aggiungere che a volte la tela ad olio finale si discostava parecchio dall’idea iniziale schizzata sulla carta. Sarà di sicuro una grande Mostra: un evento da non perdere; che onorerà Verona e farà meglio conoscere un pittore che, primo nella sua epoca, ebbe l’ardire di sperimentare nuove tecniche, utilizzando ad esempio sottili pennellate di “colore puro” anche per creare i chiaroscuri e le mezze tinte.

Un pittore rivoluzionario, pur nella più rigorosa costruzione pittorica. Qualche critico si è spinto addirittura a definirlo come “precursore” degli Impressionisti.

Buona visita!

Giuseppe Perotti