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È trascorso ormai più di un anno da quando è iniziata l’avventura di Paola Marini sulle rive del Canal Grande.

Un’avventura nata dalla sfida lanciata dal Ministero dei Beni Culturali che ha sviluppato e concretizzato un programma di adeguamento strutturale ed organizzativo per venti dei più importanti e prestigiosi musei e realtà culturali statali italiani.
Un programma a dir poco rivoluzionario che ha modificato lo stesso concetto filosofico di museo statale, finora ancorato a ferrei principi di tutela e conservazione delle opere d’arte, adeguandosi alle esigenze che anche un moderno turismo culturale di buon livello richiede.

Paola Marini, la nostra storica direttrice delle Civiche Raccolte d’Arte di Verona, è stata chiamata a dirigere, in un quadro normativo del tutto nuovo, le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il museo statale italiano che viene universalmente identificato come il massimo centro mondiale per ammirare e studiare la pittura del ‘500 veneziano; e non solo quella.

Comodamente seduti in una piccola saletta delle Gallerie, Paola mi confida l’impressione del suo primo impatto nella nuova prestigiosa direzione.

Profondamente rinnovate da importanti lavori di restauro durante l’ultimo quindicennio, e non ancora del tutto completati, le Gallerie dell’Accademia colpiscono per la grandiosità degli spazi espositivi, con ampi saloni e fughe di luminose gallerie.
Al confronto il nostro caro Museo di Castelvecchio appare come una struttura bellissima, ma a carattere più intimistico, quasi famigliare.

Nelle Gallerie dell’Accademia il respiro è decisamente internazionale: vuoi per la tipologia dei visitatori, assolutamente cosmopolita; vuoi per il continuo colloquio che i direttori, di oggi e di ieri, hanno sempre intrattenuto con i colleghi dei musei di tutto il mondo per organizzare manifestazioni in comune, scambi di opere, approfondimenti culturali e comunque sviluppare quei rapporti di operosa amicizia che solo l’amore per l’alta cultura può realizzare.

Tra i grandi musei italiani le Gallerie dell’Accademia presentano la caratteristica di essere una raccolta quasi monografica. Infatti il museo non nasce come raccolta dei lasciti di grandi famiglie, e di conseguenza di opere che spaziano nel tempo.
La collezione si presenta come una galleria di risulta sia delle spogliazioni napoleoniche, sia delle soppressioni sempre operate da Napoleone, ma anche dall’Italia.

Il risultato è una concentrazione di meravigliosi capolavori della pittura veneziana dal XIV al XVIII secolo, con particolare spazio per il Quattrocento e il Cinquecento.
Quel magico periodo in cui Bellini, Tiziano, Tintoretto, Giorgione, Veronese suscitano con il trionfo del colore, della luce, della naturalezza e del ritratto un vero piacere visivo ed intellettuale.

Qui a Venezia la bellezza e la gioiosità delle tele cinquecentesche ammaliano con i loro splendidi colori luminosi i visitatori di tutto il mondo.

Canaletto, Canal Grande da Santa Maria della Carità (oggi sede delle Gallerie dell’Accademia)

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Dal 23 al 26 febbraio i giovani veronesi non saranno più solo spettatori, ma diventeranno co-autori del loro Museo!

È questo l’obbiettivo dell’iniziativa, sostenuta dagli Amici dei Civici Musei, che il mese prossimo offrirà a bambini e ragazzi che visiteranno il museo un’occasione unica per giocare sul telefonino in modo creativo, invitandoli a inventare storie attraverso il disegno e la fotografia, sotto la guida e i consigli di insegnanti e professionisti.

Uno dei quadri più rappresentativi del Museo, il Bambino del Caroto, caro anche alla nostra associazione che ne ha fatto il proprio simbolo, e si trasformerà grazie ai selfie e ai disegni dei piccoli visitatori, che guidati da una gallerista potranno scoprire qualcosa in più sull’arte e la pittura nella Verona del Cinquecento.

Tutti i disegni realizzati dai giovani artisti renderanno i partecipanti protagonisti di una mostra da godere insieme con amici, compagni di classe e famiglie, e ogni partecipante avrà almeno un’opera esposta!

I laboratori si svolgeranno gratuitamente nel Museo di Castelvecchio dal 23 al 26 febbraio 2016, e la mostra rimarrà aperta fino al 25 marzo.

Qui è possibile scaricare la locandina e la presentazione completa dell’evento.

Per informazioni e prenotazioni è possibile chiamare i numeri 045 8036353045 597140, o inviare un’email .


L’evento sarà gestito da tre dottorandi in Storia delle Arti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia:

Radu Leon è un pittore e insegna tecniche del disegno. Ha una formazione come regista cinematografico e dagli
anni novanta svolge ricerche approfondite legate alla pittura. È tra gli artisti sostenitori della Marie Curie Cancer
Care Private View alla Royal Academy of Arts di Londra ed espone con la Société des Pastellistes de France.
Carla Garozzo è un architetto progettista specializzato all’Architectural Association di Londra, gallerista e curatrice
di mostre a Berlino, artista astrattista diplomata presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Attualmente sviluppa
e realizza percorsi museali valorizzati dall’utilizzo delle ICT.
Michele Nastasi ha insegnato Fotografia al Politecnico di Milano e a Forma/Naba, Milano. È un fotografo di
architettura e città, le cui immagini sono pubblicate su riviste e libri internazionali, e esposte in musei e gallerie in
Italia e all’estero. Dal 2007 è redattore della rivista “Lotus”.

Claudia Terribile è una giovane ricercatrice che in Venezia a Ca’ Foscari ha approfondito, post laurea, le sue conoscenze sulla pittura italiana del Cinquecento, con particolare attenzione a Paolo Veronese.

Studi severi e impegnativi dedicati sia alle ricerche iconografiche e storiche sia all’esame dal vivo dei molti capolavori che esaltano la città lagunare, le hanno dato la possibilità di presentarsi con successo alla Gran Guardia e sviluppare la terza delle sei conferenze preparatorie sulla attesa Mostra delle opere di Paolo Veronese che illuminerà Verona dal 5 luglio al 5 ottobre prossimi.
Dopo le orazioni di due celebri studiosi di Paolo Veronese come Augusto Gentili ed Howard Burns, l’originalità e la modernità della sua esposizione ha piacevolmente emozionato l’attento e sempre al gran completo auditorium.

Pur trattando un tema difficile e severo, qual è la rappresentazione dei sentimenti religiosi nell’arte, con particolare attenzione ai miracoli operati da Gesù e dai suoi Discepoli, Claudia Terribile ha sviluppato la sua esposizione con passione e vivacità, concentrandosi su alcune opere che ci danno una originale chiave di lettura sulla capacità di Paolo Veronese di rappresentare l’essenza puramente divina di un accadimento miracoloso.

Gesù predica ai dottori

Paolo Veronese, Gesù predica ai dottori, 1566-1567, Madrid, Museo del Prado

 

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