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Una visita gratuita organizzata dal Gruppo Giovani degli Amici dei Musei Civici in collaborazione con la Comunità Ebraica di Verona.

Dopo il successo dell’uscita dedicata alla Verona del Ventennio, gli Amici offrono ai veronesi un’altra passeggiata alla scoperta di una pagina importante della storia cittadina. Grazie alla disponibilità della Comunità Ebraica di Verona, domenica 28 aprile visiteremo il ghetto ebraico e la sinagoga di Verona.

Sarà l’occasione per conoscere la storia secolare della presenza ebraica in città e di tornare a riflettere sugli anni bui del Ventennio fascista, dagli sventramenti del ghetto storico fino alla tragedia delle persecuzioni razziali.

La visita, gratuita e aperta a tutti, inizierà alle 10.30 da via Mazzini 18 (di fronte a Zara, ex Banca Nazionale del Lavoro) e sarà guidata dai membri del Gruppo Giovani dell’Associazione.

È possibile iscriversi su Eventbrite.

Per informazioni scrivere a giovani@amicideimuseidiverona.it

In occasione della Giornata della Memoria, il Gruppo Giovani degli Amici dei Musei Civici organizza una visita itinerante per rintracciare i luoghi più significativi della città negli anni del regime fascista e della Seconda guerra mondiale.

L’iniziativa è collegata alla mostra fotografica “I Luoghi del Ventennio“, promossa dall’Associazione culturale Magazzino Verona in collaborazione con la Comunità Ebraica di Verona, che si terrà dal 22 al 29 gennaio 2019 presso la Società Letteraria di Verona, dove verrà presentata mercoledì 23 gennaio alle ore 18.00.

L’itinerario guidato consentirà di conoscere la storia spesso nascosta o dimenticata di angoli, luoghi ed edifici che i veronesi frequentano quotidianamente ignorando il ruolo che essi ebbero nel passato e le vicende, spesso legate all’orrore delle deportazioni, che li videro protagonisti.

La visita guidata gratuita, aperta a tutta la cittadinanza, partirà alle ore 15 dalla Società Letteraria (piazzetta Scalette Rubiani 1).

 

Care Amiche, cari Amici,
come ogni anno, è giunto il momento di chiudere la stagione degli Amici prima della pausa estiva con l’Assemblea dei Soci.

Quest’anno ci incontreremo venerdì 8 giugno in una sede per noi nuova, palazzo Pompei, sede del Museo Civico di Storia Naturale.
La scelta non è casuale, perché Palazzo Pompei rappresenta storicamente la prima sede dei Civici Musei Veronesi e, nel quadro di valorizzazione delle realtà museali cittadine, risulta al primo posto nell’ambito del programma perseguito dalla nuova direzione del sistema museale veronese, in accordo con l’amministrazione comunale.

Sarà un’occasione per conoscere le attività della nostra Associazione nell’anno appena trascorso, per scoprire i nuovi progetti che abbiamo in cantiere, fra cui una ripresa delle attività del Gruppo Giovani nel periodo estivo, e per fare insieme un aperitivo, come sempre organizzato dai Giovani Amici.

Vi aspettiamo numerosi!

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Ho accettato volentieri di fare un tour automobilistico per la Toscana con il nonno perché avrei avuto l’opportunità di visitare Arezzo, una città fondamentale per la storia dell’arte, ma un po’ defilata dai consueti circuiti turistici che insistono soprattutto su Firenze, Siena e… la Piazza dei Miracoli a Pisa.

Giunti in città di buon mattino, essendo partiti dalla costa versiliese, abbiamo dapprima attraversato un quartiere residenziale di stampo otto-novecentesco, non esaltante, ma molto ordinato, caratterizzato nella omonima piazza dalla statua di Guido Monaco, quel frate medioevale che riordinando in chiave razionale la scrittura musicale permise a musicisti europei di primeggiare, da lì in poi, e per sempre, sulle altre espressioni armoniche di altri continenti.
Ma ecco che percorse poche decine di metri di una strada medioevale in leggera salita, una piazza sulla destra mi rivela la facciata incompiuta della chiesa di San Francesco.

Apparentemente rustica, perché di essa vediamo solo la struttura grezza in cotto del XIII secolo che avrebbe dovuto supportare il rivestimento lapideo, risulta comunque elegante e suggestiva. Mi viene spontaneo il confronto con certe soluzioni strutturali di Mario Botta, un moderno discendente dei Maestri Comacini.

Presso l’Accademia di Architettura della Svizzera Italiana di Mendrisio, dove sto frequentando il secondo anno di corso, ho avuto infatti la possibilità di verificare come questo grande maestro (non vuole che lo si qualifichi come archistar), nella progettazione si ispiri, in chiave attuale, alle strutture più significative del passato,quando venivano valorizzati materiali poveri come il legno, il mattone, la pietra.

Ma entrati in chiesa cambia totalmente la scena.

Rinviando il commento su bellissime tavole lignee trecentesche appese alle pareti ed altrettanto suggestive porzioni di affreschi salvate da un sapiente restauro, l’attenzione è subito calamitata dalla Cappella Maggiore interamente affrescata da Piero della Francesca attorno al 1450.

Sono davanti al ciclo di affreschi conosciuto come La leggenda della croce. Uno dei capitoli basilari della storia della pittura di ogni tempo.
Se Giotto aveva rivoluzionato la pittura, superando la staticità delle figure ritratte in epoche precedenti, forse un retaggio del mondo bizantino, Pietro ci introduce nel non ancora ben codificato Rinascimento.

Il recente perfetto restauro, esaltando la vivace cromaticità, ci fa gustare scene religiose (ma che potrebbero rappresentare anche scorci della vita delle Corti del tempo) dove la postura e l’espressione di ogni personaggio richiamano precisi canoni filosofici neoplatonici, esaltati dalla cultura del tempo.

Si resta attoniti e ammirati davanti alla perfetta costruzione delle scene ed alle espressioni decise, quasi imperiose di certi personaggi.

Piero vale da solo un viaggio ad Arezzo.

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