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Martedì 10 settembre, con un lodevole anticipo sul tradizionale incontro di apertura dell’anno sociale presso un’antica villa del territorio veronese, l’Associazione degli Amici dei Civici Musei di Verona ha chiamato i suoi soci ed altri qualificati appassionati d’arte, presso la Sala Galtarossa del Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, dove era stato organizzato un incontro dibattito dal titolo accattivante e molto attuale “Le Comunità Museali. Nuove interpretazioni”. Una indicazione che racchiude e sintetizza le motivazioni per cui in oltre mezzo secolo di attività  si siano via via trasformate le gloriose Associazioni degli Amici dei Musei.

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Martedì 10 settembre, alle ore 17 presso il Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle, si terrà l’incontro-dibattito “Le Comunità Museali – Nuove Interpretazioni”.

Questo appuntamento, promosso dalla nostra Associazione in collaborazione con i Musei Civici di Verona, mira a portare la riflessione sul modo in cui le Associazioni Museali contribuiscono alla vita dei Musei e delle istituzioni culturali.

Dopo i saluti della direttrice dei Civici Musei di Verona Francesca Rossi, interverranno Paola Lanaro, dell’università Ca’ Foscari di Venezia, Anna Gussoni, laureata della stessa università autrice di una tesi incentrata sulle associazioni museali, Giulio Avon, dello Studio architetti Avon di Udine, Pietro Giovanni Trincanato, responsabile del Gruppo Giovani Amici dei Civici Musei di Verona, e Francesco Monicelli, Presidente Amici dei Civici Musei di Verona. 

Siete tutti invitati a partecipare.

Il Museo di Castelvecchio ha bisogno di spazi per una biblioteca idonea alle esigenze dei molti frequentatori, per una fototeca, per uffici funzionali, per depositi adatti alla conservazione e visitabili da coloro che ne possono essere interessati, ha necessità di altre sale d’esposizione. Tutti luoghi che trovano la loro logica collocazione nella parte del castello ora occupata del Circolo Ufficiali. Istituzione la cui funzione è indiscussa, ma che deve trovare sede in altro edificio.

Questo è quanto scriveva su L’Arena del 27 novembre del 1992 Giacomo Galtarossa, presidente e fondatore nel 1991 dell’associazione degli Amici di Castelvecchio e dei Civici Musei d’Arte di Verona. Quindi è dalla fondazione che gli Amici hanno a cuore la sopravvivenza e lo sviluppo del nostro principale museo.

In questi ultimi anni alcuni generosi consiglieri dell’associazione, con l’aiuto di validi professionisti e il fattivo supporto della Direzione e dei funzionari dei musei, hanno curato uno studio approfondito sull’intero complesso di Castelvecchio. È in considerazione dell’indiscutibile vantaggio che un museo con tutti gli standard dei musei moderni può offrire a veronesi e turisti, e della ricaduta culturale ed economica per Verona che gli Amici hanno sostenuto la pubblicazione di Fantasie per Castelvecchio. Una proposta per l’ampliamento del museo civico.

Sabato 6 ottobre alle ore 10 gli Amici invitano tutti i veronesi alla presentazione di questo volume, curato da Maurizio Cossato e Alberto Vignolo. Alla presentazione, che si svolgerà presso Sala Convegni dell’Associazione M15 (via Santa Teresa 2 – ex Magazzini Generali), interverranno Francesco Monicelli, Stefano Dindo e Alberto Vignolo, e sarà distribuita una copia della pubblicazione.

 

Care Amiche, cari Amici,

riprendiamo le attività dell’associazione e del sito dopo la pausa natalizia con una bella riflessione del nostro Giuseppe Perotti sul ruolo degli Amici, perfetta per rinnovare il nostro “grazie!” a Isa di Canossa, presidente uscente, e per augurare buon lavoro al nuovo presidente Francesco Monicelli!

 

Volendo risalire all’Evo Antico una delle figure emergenti con una personalità colta e raffinata, amante e protettore delle arti, della poesia e delle scienze fu senz’altro Mecenate.

Amico e fidato consigliere di Augusto, ma anche dei più grandi uomini di lettere ed arti dell’epoca, Orazio tra questi, è rimasto nel tempo il simbolo dei protettori delle arti, tanto che ancor oggi il termine “mecenatismo ”sta ad indicare la nobile funzione di chi, pur essendo al di fuori delle strutture pubbliche di tutela e conservazione dei beni culturali, opera a livello personale per contribuire con varie modalità alla loro conservazione e valorizzazione nel tempo.

Anche se allora nella Roma Imperiale non c’erano musei pubblici nel senso moderno del termine, la figura di Mecenate può a ragione rappresentare l’antesignano degli attuali Amici dei Musei di tutto il mondo. Nei 1700 anni a seguire grandi amici e protettori delle arti e degli artisti furono coloro che esercitavano il potere civile e religioso nelle mille sfaccettature che caratterizzavano l’evoluzione storica dell’Europa. Quasi sempre la figura del protettore delle arti si identificava con il committente delle opere stesse, ed agiva in tal senso per amore del bello e per arricchire le proprie dimore, ma soprattutto per accrescere la propria potenza ed il prestigio pubblico essendo ancora assai lontani i tempi in cui verranno costruiti i primi musei per la gioia ed il godimento di tutta la popolazione senza distinzione di classe.

In quel tempo la concezione di una nuova opera d’arte, come dimostrazione di ricchezza e potere, non poteva dare risalto ai moderni concetti di tutela e conservazione. Spesso i nuovi proprietari di un sito già riccamente impreziosito di opere d’arte, le facevano disinvoltamente raschiare o distruggere per sostituirle con altre commissionate agli artisti più in voga del momento, e che molto spesso lavoravano esclusivamente per quel proprietario. Così, se nella Cappella Sistina il Buonarroti ricoprì bellissimi e recenti affreschi con opere che hanno toccato per potenza e perfezione stilistica le vette dell’arte di ogni tempo, dal Seicento in poi una eccessiva volontà riformatrice denaturò belle chiese romaniche e gotiche con pesanti ristrutturazioni nell’onnipresente stile Barocco. Solo con la caduta di Napoleone, che fra tanti sconvolgimenti provocò anche la lenta, ma decisa trasformazione degli Europei da sudditi a cittadini dei nascenti stati, sorse l’idea di museo anche negli Antichi Stati preunitari, inteso come luogo deputato alla raccolta di opere d’arte dove poter esercitare una tutela artistica che favorisse la miglior conservazione, oltre al godimento visivo delle opere da parte di tutti.

Tiepolo, Mecenate presenta le arti ad Augusto, Hermitage

Giambattista Tiepolo, Mecenate presenta le arti ad Augusto. San Pietroburgo, Hermitage, 1743

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